È l’uomo più potente della Sicilia, più di Cuffaro o Lombardo, più di Pippo Baudo, di cui è stato testimone di nozze. Basti pensare che fino al 2001 occupava la poltrona di presidente della Fieg, la Federazione degli editori italiani. Poi su quella poltrona si accomodò Luca Cordero di Montezemolo e lui non batté ciglio, si alzò e se ne tornò a Catania dove dal primo piano del suo quotidiano - dove da tanti anni ricopre la doppia carica di padrone e direttore - continua a mantenere i contatti con l’establishment nazionale.
Non tanto per il gusto di comandare, quanto soprattutto di “fottere”, che nell’accezione catanese vuol dire farsi gli affari propri. Un verbo che nella città più mercantile del Meridione si attribuisce comunemente agli
