(ANSA) - TEHERAN, 9 MAG - Osama bin Laden non e' stato ucciso il 2 maggio ma tempo addietro e il presidente americano Barack Obama ne ha annunciato ora la morte per servirsene in vista delle elezioni presidenziali dell'anno prossimo negli Usa. Lo ha detto il ministro dell'Intelligence iraniano, Heydar Moslehi.
''Secondo i rapporti e le informazioni accurate in nostro possesso, bin Laden e' morto prima'', ha affermato Moslehi, citato oggi dal quotidiano Tehran Times.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/05/09/visualizza_new.html_872023595.html
"complottisti sono tutte quelle persone dotate dell'intelligenza minima di rifiutare di credere che gli asini volano. E, quando sentono qualcuno che gli racconta di avere visto un asino che vola, subito si ritraggono e vanno a cercare un'altra spiegazione. Anche se tutte le tv del mondo gli mostrano un asino che vola sul serio" Giulietto Chiesa
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lunedì 9 maggio 2011
sabato 7 maggio 2011
I maestri della mistificazione di padre Jean-Marie Benjamin
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oltrelamente
La morte di Osama bin Laden, come le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein!
L’Arte sublime e nobile dell’inganno
E’ fantastico come il potere di mistificazione e di travestimento della verità possa avere impatto sulla gente, sull’opinione pubblica, anche presso i governi e gli stati!
L’arte della manipolazione delle coscienze, la raffinata tecnica della contraffazione, la potente macchina di sofisticazione dei mass media, i discorsi di politici con false dichiarazioni ben impacchettati e diffusi giorno e notte dai mezzi di comunicazione su tutto il pianeta, le spettacolari regie di “missione impossibile” organizzate da agenzie americane specializzate, e voilà, il favoloso inganno della più grande mistificazione della storia funziona. Eccome!
Missioni di Comando di forze speciali che operano in paesi lontani per uccidere i cattivi o liberare soldati americani prigionieri, come ad esempio la soldatessa Jessica Lunch, in Iraq il 1° aprile 2003, con un’azione “eroica” delle forze speciale dell’esercito americano a Al Nassiriya, per liberare la Jessica prigioniera degli iracheni nell’ospedale della città. In realtà, la gentile signorina militare era curata dai medici (aveva subito un incidente con il camion che la trasportava). Non c’era un solo militare iracheno nell’ospedale, solo malati e medici.
Poi, il grande show dell’arrivo dell’elicottero con i liberatori. Guarda caso, c’era anche un cameraman! E tutte le televisioni delle oneste democrazie hanno trasmesso il blitz liberatorio
della soldatessa, realizzato con la consulenza di un produttore di cinema, a gloria dell’America.
Con la morte di Osama bin Laden, la messa in scena hollywoodiana ha una volta ancora perfettamente funzionato.
L’Arte sublime e nobile dell’inganno
E’ fantastico come il potere di mistificazione e di travestimento della verità possa avere impatto sulla gente, sull’opinione pubblica, anche presso i governi e gli stati!
L’arte della manipolazione delle coscienze, la raffinata tecnica della contraffazione, la potente macchina di sofisticazione dei mass media, i discorsi di politici con false dichiarazioni ben impacchettati e diffusi giorno e notte dai mezzi di comunicazione su tutto il pianeta, le spettacolari regie di “missione impossibile” organizzate da agenzie americane specializzate, e voilà, il favoloso inganno della più grande mistificazione della storia funziona. Eccome!
Missioni di Comando di forze speciali che operano in paesi lontani per uccidere i cattivi o liberare soldati americani prigionieri, come ad esempio la soldatessa Jessica Lunch, in Iraq il 1° aprile 2003, con un’azione “eroica” delle forze speciale dell’esercito americano a Al Nassiriya, per liberare la Jessica prigioniera degli iracheni nell’ospedale della città. In realtà, la gentile signorina militare era curata dai medici (aveva subito un incidente con il camion che la trasportava). Non c’era un solo militare iracheno nell’ospedale, solo malati e medici.
Poi, il grande show dell’arrivo dell’elicottero con i liberatori. Guarda caso, c’era anche un cameraman! E tutte le televisioni delle oneste democrazie hanno trasmesso il blitz liberatorio
della soldatessa, realizzato con la consulenza di un produttore di cinema, a gloria dell’America.
Con la morte di Osama bin Laden, la messa in scena hollywoodiana ha una volta ancora perfettamente funzionato.
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sabato 6 novembre 2010
Le distorsioni del caso Sakineh
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oltrelamente
di Sabrina Scanti – Megachip.
Non è stata impiccata, no. Sakineh – processata per l’omicidio del marito - è ancora viva e vegeta in prigione. Eppure gli allarmi rilanciati fino a ieri erano fortissimi: la stanno per uccidere, sì, lei, quella che rischiava la lapidazione perché donna in un regime che odia le donne. Ma non era vero niente. Così, milioni di piazze pavesate con il bel volto della donna iraniana, hanno composto gratis e in buonissima fede lo sfondo per l’instancabile propaganda che vuole la guerra contro Teheran.
Il corpo di Teresa Lewis, una “Sakineh” statunitense, giace da oltre un mese in qualche dimenticato cimitero, senza che «l’Unità» si sia presa la briga di mettere una sola volta la sua foto a fianco della testata, come invece fa ossessivamente da mesi per l’imputata iraniana.
Non è stata impiccata, no. Sakineh – processata per l’omicidio del marito - è ancora viva e vegeta in prigione. Eppure gli allarmi rilanciati fino a ieri erano fortissimi: la stanno per uccidere, sì, lei, quella che rischiava la lapidazione perché donna in un regime che odia le donne. Ma non era vero niente. Così, milioni di piazze pavesate con il bel volto della donna iraniana, hanno composto gratis e in buonissima fede lo sfondo per l’instancabile propaganda che vuole la guerra contro Teheran.
Il corpo di Teresa Lewis, una “Sakineh” statunitense, giace da oltre un mese in qualche dimenticato cimitero, senza che «l’Unità» si sia presa la briga di mettere una sola volta la sua foto a fianco della testata, come invece fa ossessivamente da mesi per l’imputata iraniana.
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