martedì 16 agosto 2011

Piccolo Manuale di Sopravvivenza ai Blackout Comunicativi


Il mondo arabo è in rivolta ed i governi cercano di reagire anche tagliando le comunicazioni, prima fra tutte Internet. Riporto qui di seguito un brevissimo manualetto di sopravvivenza a questo tipo di blackout.

Isolamento Internet Internazionale

Fonte : Alessandro Bottoni

Questa è la situazione i cui vivono abitualmente i cittadini cinesi: una catena di firewall filtra (e registra) il loro traffico Internet e li isola dal mondo esterno. Non possono accedere ai siti che parlano male del governo nazifascista di Pechino ed a molti servizi di comunicazione che potrebbero essere usati per organizzare rivolte restando fuori dalla portata della polizia Cinese.
Questa è anche la situazione in cui si sono trovati a vivere gli egiziani appena prima della caduta di Mubarack. Nel loro caso, la polizia ha ordinato ai gestori di un grosso datacenter situato a Il Cairo, il datacenter “Ramses”, di isolare l’una dall’altra le reti dei quattro principali ICP/ISP egiziani (“Internet Connection Provider”, o “Internet Service Provider”) e di isolare tutte queste reti dal resto di Internet. L’effetto finale è stato un blackout (apparentemente) totale.
Sembrerebbe una situazione senza speranza ma non è così.

Vecchi modem analogici

martedì 9 agosto 2011

Il Sud Africa rifiuta ogni risoluzione contro la Siria.

IKgalema Motlanthe, vice presidente del Sud Africa ha affermato l'8/8/2011 che il suo paese (attualmente un membro non permanente del consiglio di sicurezza delle nazioni unite) non accetterà alcuna risoluzione contro la Siria, ribadendo il rifiuto del suo paese a cospirare o ad intromettersi negli affari interni siriani.


Nel corso di un incontro con il vice ministro siriano agli esteri Dr. Fayssal Mikdad, Motlanthe ha detto che il Sud Africa sostiene le riforme intraprese dal presidente Bashar al-Assad a vari livelli, in particolare nei settori della politica e della legislazione, dicendo che creerà una nuova realtà in Siria che soddisfa le speranze e le aspirazioni del suo popolo.

mercoledì 3 agosto 2011

CASO NORVEGIA: LA DISINFORMAZIONE TRA DIFFUSIONE DI NOTIZIE FALSE E OCCULTAMENTO DI NOTIZIE VERE

DI CLAUDIO MOFFA
moffa.it


Nessun ottimismo è possibile, anzi: siamo comunque solo in rete e siamo pochi, sotto avvisaglie terroristiche che inducono spesso ciascuno a prendere le distanze dal “vicino di interpretazione”. E' un fatto comunque che Moffa, Blondet, Atzmon, Megachip, Infopal e adesso anche Gabellini, hanno messo insieme i tasselli certi della strage di Oslo e hanno offerto ai rispettivi lettori l'interpretazione più plausibile per spiegare l'attentato del “folle solitario”: primo, comunque, Breivik è un sionista, ammiratore e sostenitore nero su bianco nel suo dossier sulla cosiddetta “indipendenza europea”, di Israele. Secondo, tante voci della Norvegia, dai giovani assassinati alle alte sfere governative, avevano espresso nei giorni precedenti il massacro di Utoya e le bombe di Oslo delle posizioni duramente ostili a Israele, annunciando - dopo iniziative radicali datate come il boicottaggio di due ditte israeliane interessate allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi: gesto inaudito per un paese europeo - due drastiche misure in sfida allo Stato ebraico: il riconoscimento dello Stato palestinese e un embargo economico contro quella che i paesi arabi chiamano talvolta, ancora, l'“entità sionista”. Dire che queste misure non rappresentano un pericolo per Israele vuol dire semplicemente ignorare la storia del conflitto israelo-palestinese, marcata sempre dall'ossessione sionista di imporre la propria legge della giungla non solo ai paesi arabi, ma a tutto il mondo.


Opporre alla posizione coraggiosa e determinata della Norvegia vs. Israele che essa non è credibile perché la Norvegia è nella NATO, vuol dire fare della NATO un feticcio e azzerare la positività delle posizioni della Turchia dal 2009 in poi – fermo restando che lo stallo oggi di Ankara è analogo a quello di paesi che non fanno parte della NATO, ad es. l'Iran e la Russia – e azzerare anche la rilevanza del caso Mattei di mezzo secolo fa. La NATO non è un monolite senza possibilità di contraddizioni interne, anche se non soprattutto sulla questione sionismo.
La situazione è fluida. Vedremo come andranno le indagini – il vertice europeo dell’altro ieri è stato probabilmente luogo di pressioni anche per “ben” indirizzare la polizia di Oslo, ma non è detto che l’imbavagliamento riesca. Vedremo se a settembre ci sarà o no uno scatto di dignità-reazione non solo della Norvegia ma di tutta l’Assemblea generale dell’ONU, che dovrebbe votare sì o no sul riconoscimento dello Stato palestinese. Vedremo anche se oltre a Megachip anche Giulietto Chiesa e altri commentatori esprimeranno la loro posizione sulla vicenda norvegese, e quale, tenuto conto del terrorismo psicologico in fieri contro chi osa ragionare e far circolare dati di fatto indubitabili tra i suoi lettori.

Vedremo tutte queste cose, e però un dato è certo: i grandi mass media e i “grandi” interpretazioni diverse sull’attentato da quelle sopra citate, rincorrendo tutte le piste immaginabili altre che quella israeliana, ma – attenzione, questo è il punto chiave – hanno celato a milioni di lettori, telespettatori, ascoltatori le stesse unità di notizia, base per qualsiasi commento, impedendo così ai non addetti ai lavori di farsi una propria opinione su quanto accaduto.

giovedì 14 luglio 2011

La messa cattolica in onore del boss mafioso Agostino Cuntrera

di Giorgio Bongiovanni - 10 luglio 2011
Una bestemmia al sacro corpo di Cristo ed al suo preziosissimo sangue. Il sacerdote ed il Vescovo (che ha dato il permesso) si sono macchiati di grave peccato.
Evidentemente hanno pensato di ingraziarsi il boss da morto (per i lasciti che ha fatto alla chiesa) e benedire i boss vivi con il segno di una messa a favore di uno di loro.

Il Cristo perdona chi si pente in vita e non dopo la morte. Il Cristo condanna e giudica severamente chi crea scandalo e invia alla condanna della morte seconda gli assassini della vita e i loro complici, (Matteo cap 24). Tra questi anche il Vaticano che ricicla i soldi della mafia. Fino a quando lo Stato del Vaticano e i suoi dirigenti avranno nelle mani la chiesa di Cristo il principe di questo mondo potrà godere di molto potere, ma presto Gesù Cristo ritornerà e scaccerà i mercanti dal tempio di Dio.

venerdì 1 luglio 2011

Operazione Strauss-Khan: un affaire franco-americano?

Il mainstream non perse tempo a puntare il dito sul grande capo del Fondo Monetario Internazionale reo secondo l’accusa globale di aver stuprato la donna.
L’ altra informazione pose subito l’accento sulla straordinaria efficienza della giustizia che in poche ore dal fatto aveva incarcerato, crocifisso e destituito uno degli uomini più potenti al mondo.
È passato poco più di un mese e a giochi fatti scopriamo l’insostenibilità dell’impianto accusatorio, la donna è stata pagata. Quando si sostengono tesi contrarie a tutti i media mondiali ovviamente si passa per quelli che vedono un complotto ad ogni angolo di strada eppure le stranezze c’erano e le notizie trapelate oggi attraverso il New York Times chiariscono il quadro di fantascienza nel quale tutta la vicenda ha avuto luogo.

Articoli Correlati